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FreeBeer

Un gruppo di studenti danesi dell’IT-University di Copenhagen aiutati dal collettivo artistico Superflex, ha deciso di applicare la filosofia open source per la fabbricazione della birra, eliminando alla radice la questione del marchio esclusivo e creando una ricetta libera di essere utilizzata, modificata e condivisa da chiunque!

Questo significa che ogni utente può preparare o modificare la ricetta della birra, l’importante che siano resi noti sia gli ingredienti che la procedura seguita per produrla.

Nasce così Vores Øl la prima birra open source (che si traduce dal danese in La nostra birra).

Chiunque è libero diffondere FreeBeer, a patto che la ricetta venga pubblicata sotto la stessa licenza creative commons, in più tutti gli elementi di design e branding sono a disposizione dei produttori di birra, e possono anch’essi essere modificati in funzione della regola sopracitata.

FreeBeer

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I primi 100 litri di birra sono stati prodotti all’interno della caffetteria della scuola, e il nome scelto per la prima versione è, ovviamente, versione 1.0. La ricetta è stata pubblicata sul blog creato apposta per promuovere la birra.

A detta dei suoi creatori questa bevanda è uno strumento che ha lo scopo di comunicare un messaggio ben preciso, ovvero che il concetto di open source si può estendere anche ad altri prodotti di uso quotidiano fuori dal mondo dell’informatica.

A conferma dell’enorme e inatteso successo globale della versione 3.0 della nuova birra, la cui prima produzione di 2.850 bottiglie è andata esaurita nel giro di qualche ora, la Bozner Brau GmbH di Bolzano, rinomato produttore di birra artigianale, ha deciso di commercializzare prodotti messi a punto insieme alla Free Beer Foundation!

freebeer.org

 

 

 

 

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